lunedì 21 dicembre 2015

RIO; Favela VIDEGAL

 Oggi decido di visitare una favelas, anche per rendermi conto cosa vuol dire viverci, con la solita maglietta consunta e con qualche buco e la macchina fotografica legata al polso e nascosta nello zainetto mi avventuro, le favelas sorgono in centro nella città sulle colline di Rio, i loro primi colonizzatori risalgono ai primi anni del secolo scorso sono tutta quella gente che il latifondismo gli ha costretti ad emigrare da tutto il Brasile. Le favelas sono un territorio franco per la malavita e una guerra giornaliera tra trafficanti piccoli spacciatori e la polizia. Ai piedi della collina dove sorge la favelas VIDEGAL e come un posto di blocco la polizia armata come in assetto di guerra, prendo una moto taxi con tanto di casco e confido nella buona sorte, già a Buenos Aires mi era andata bene quando mi hanno puntato una pistola, arrivato alla cima della collina scendo e mi guardo intorno se posso fare qualche foto senza farmi notare poi, m'incammino per la discesa più rilassante della salita in moto seduto dietro a un Valentino Rossi, strada facendo mi fermo a scambiare due chiacchiere con il signor Ruan 54 anni, le offro un caffè gli chiedo come si vive da queste parti mi dice che lui fa i fatti suoi e che per questo si sente tranquillo e tutti lo rispettano, strada facendo incontro gente mi salutano cordialmente un tale mi dice americano, no gli rispondo sono Italiano e mi da una stretta di mano, le favelas un concentrato di miseria e delinquenza impossibile da sradicare dove si convive in una Rio distante dalla realtà di questa gente.
se poi vai a leggere il giornale qui si sta costruendo un nuovo museo avveneristico quando vi sono carenza di ospedali.

Senhor Ruan

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